28 dicembre 2010

Lo smembramento

Piume colorate adornano i miei mobili
ed ogni istante
ora che il tempo
continua a scorrere
inesorabile
al suono delle viscere estratte
nel momento dello smembramento;
il pranzo delle feste è pronto,
e mentre mi specchio nella
turbolenta acqua bollente
il fagiano romba ancora
della carne che si strappa,
quando imparo a fuggire i
fucili, e le
lame più affilate.

24 dicembre 2010

Ascesa

La collina di specchi
che mi costringo a
scalare
si frantuma e
si vena sotto gli
aghi con cui mi
muovo; mentre
precipito
alle mie urla
la geometria di
vita risponde,
come diapasonico tremore,
con tutti i toni
ed i colori
dei riflessi:
dall'indaco amniotico
della genesi
al livido cadaverico
dell'esodo.

12 dicembre 2010

Sfondo

Ho cercato il sonno profondo
dilaniando il mio cuscino,
ho franto specchi d'acqua
per scoprirne gocce o vetri,
ho scosso la mia
marmorea falsa certezza
per ricordarle
che è solo una immagine riflessa
dall'illusione ambigua
di una vita certa.

Dei

Gli Dei delle origini
sussurrano lenti
dalle cavità della Terra
le nostre vite scostanti;
per le spaccature del terreno
e le bolle dai fondali marini,
sale la loro voce
che oscura i cieli
e tempesta gli oceani.
Fra i fili d'erba
svetto per presunzione,
ma la notte ho paura
quando mi inquieto
per le maschere occulte
che fanno della terra
una piccola biglia:
gioco perverso
per la loro mente.

Sporco

I gradini luridi
e i cunicoli lividi
sono calpestati
da innumeri occhi
di pelli amene
nere bianche oliva
alba
calpestio di genti
bottiglie vuote cadono
cieli tagliati
matti risvegli
dopo notti unte
sui gradini luridi


[incondizionatamente amore]

Nato al mare

Derivazione salmastra
di nascita primitiva
nasco discontinuo quando
sassi salati
incrostati dalla tosse
del mare scrosciano mentre
i fondali fanno
funzioni di facce
fondendo sabbia
e fumo e fuori
integrato alla natura
nasco primitivo
assorto
nell'aria salmastra

1 dicembre 2010

Il verbo dei cari

Afose proposte
saltano i gradini
per giungere al mio orecchio
infelice ad accoglierle
ed il verbo dei cari
mi romba in testa
con struggente bramosia;
la notte ha bisogno di silenzio
perchè l'oscuro celi
il dolore:
mentre il buio mi avvolge con
grazia,
il colore sfuma
infine all'oggi
del mio sogno
perpetuo.

Il tempo dei giochi

Il dolore di un momento
è la chiave alle porte
del mio passato,
la malinconia
è lo sguardo che
penetra nelle mie cicatrici:
il tempo dei giochi
è finito
ma lo ritrovo sempre
marchiato a fuoco
sulla mia pelle
perfettamente irregolare.

Sedie vuote

Se un giorno ti vedessi
salire dal fondo della strada
ti preparerei una sedia
per sederci insieme
e dirci parole ormai
scavalcate dal tempo;
ma mi stupisco non vedendoti
della debolezza del mio cuore
per le lacrime perse,
mentre con lo sguardo seguo
le ombre a dissolversi
in cui spero di trovare
un volto mai dimenticato
ed una carezza gentile.

Vita

persone con pietre pesanti
                                                 lapidano
il mio corpo

le lame del mondo
                                                 tagliano

cola solo sangue
               sanguesanguesanguesangue

rappreso al mio polso
sangue              tic-tac-tic-tac-tic-tac

onomatopea della morte
tic-tac-tic-tac-tic-tac-tic-tac-tic-paura

scorrendo via col tempo
provo il
                                                  terrore
dell'eternità
forse sopravviveranno
                                                  lapidi

23 novembre 2010

L'eco nel narciso

La notte nella foresta
il vento corre gelido
e la luna nel cielo terso
illumina i prati addormentati:
i girasoli si addormentano
sulle spalle delle margherite.
La notte nella foresta
Io vago solitario;
nel mio nebuloso silenzio
un suono dal passato
mi giunge di continuo:
l'eco dell'amore
risuona nelle campane
del narciso
solitario accanto al fiume,
rispecchiandoci nell'acqua
increspata.

21 novembre 2010

Vitainunsecondo

Cogliendo il sale
dai fondali marini
cristallizzo domande
di continuo;
la mia vita
scorre fuoritempo:
è esercizio cerebrale
a fini incerti
per lambire il cielo
con il capo
e tutto il mondo
con un verso.

14 novembre 2010

Nottetempo

I versi degli altri
mi si incollano addosso
con memore stupore.
Io provo e riprovo,
erro e diserto,
mi do perso,
ma vivo un appiglio.
La Luna si ranicchia sul suo dorso bucato:
non riesco a cogliere il senso

così la risposta fluisce
nella luce del mattino,
come gli astri
a cavallo del cielo.

13 novembre 2010

Attimi ignoti

Se penso al mio futuro
gli occhi mi si chiudono pesanti:
non conosco i miei prossimi passi,
ne' di cosa imparerò a gioire;
forse i miei unici figli
vivranno nei miei versi,
forse lambirò coste di fiumi remoti
e pensieri di sconosciuti;
che fine farò?
Io non conosco la risposta
ma so che essa giunge
lentamente
giorno
dopo giorno.

6 novembre 2010

Tetti bagnati

La pioggia scroscia sui tetti
scorrendo via con lo sporco;
Io da dietro il vetro appannato
sono asciutto e plumbeo:
la mia tristezza emerge
col pianto del cielo, e
mentre tuono, mi chiedo
quando finirà questa
pioggia insistente.

Luce

Luce, oh luce
non te ne andare,
aspetta con me l'odore
del prossimo inverno:
con la neve in bocca
dirò alla luna
che con te vicino
non ho paura
del buio.

1 novembre 2010

Pomeriggio crepuscolare

Il sole declina
lento ad immergersi
nel luminoso mare,
i lampioni e le finestre
si illuminano lentamente
nella luce soffusa
dalla vita lontana,
nella tenebra sfumata
il mio volto avanza
marcato dai segni
di domande irrisposte;
il mio tardo pomeriggio
crepuscolare
mi abbraccia
mutando in silenzio
le urla ribelli
del mio spirito
inquieto.

)]}parentesi{[(

Mi sono colto impreparato,
ancora,
ho dilaniato
i pezzi del sogno
al palio
di quel che non so.
Sconvolto dalla corsa,
torto dal buio
ho lasciato cadere la penna
per offrirmi
una parentesi
di sonno
da me stesso.

Sfumature riflettute

Cerco l'accendino.
Non incontro mai
chi vorrei realmente incontrare
ma sembra che tutti corrano.
Faccio un tiro.
Forse non ho neanche
voglia di fumare
ma penso alla nebbia spessa:
allora mi nascondo in un'altra
pesante e nauseante
boccata di fumo,
mentre scopro sfumature
di insegne
e tristezza
di persone.

19 ottobre 2010

Nebbia di inverno

Vorrei vivere solo
una stagione
d'inverno,
delineando le lunghe
ombre dei cipressi
col mio sguardo;
sopra di noi solo il cielo
si estenderebbe grigio,
pesante a proteggerci come
una coperta,
e il colore del legno resinoso
mi direbbe cosa ricordare
correndo sui fiocchi
per unirmi con l'altezza;
allora non mi sarei sentito
più solo
con i pioppi esili
e la neve leggera.

17 ottobre 2010

Impeto di silenzio

Sono stato sorpreso
da una folla di bambini
che giocavano e gridavano
gioiosamente:
errando
cercando il silenzio
mi sono spaventato
per la spensieratezza del gioco
che non conoscevo
che non mi aspettavo,
perciò sono fuggito
e tornendo le pagine dei libri
ho imparato il ricordo
di chi si perse prima di me:
in quell'attimo
ho toccato idee più grandi
dimenticando il rumore
trovando il silenzio.

16 ottobre 2010

Mete libere irraggiunte

Cerco di raggiungere
il vento la pioggia il mare
che mi sussurrano verità
per scoprirmi
libero da chi mi cerca
libero da che mi impegna;
ancora le persone
mi lapidano
con insopportabile
semplicità,
allora cerco solo solitudine
coprendomi di una gracile corazza
che urla al mondo implacabile
la mia insofferenza
per questa brama
che mi placca
che mi avvinghia.

La solitudine

Sono solo
quando abbandono
gli impegni e le persone
fuori dalla porta di casa,
che mi si chiude dietro la schiena.
Sono stanco
per le ricerche insensate;
cupo,
per l'angoscia della vita,
che mi precipita contro
giorno dopo giorno.

Turbini di nebbia

I cartelli stradali
tremano al mio passaggio
perche sempre il vento
mi accompagna;
per sciarpa porto nebbia,
condensa di dubbio,
per nascondermi impreparato
agli acuti attacchi della vita
e i turbini di spazzatura
che incontro sulla mia strada
si affidano solo
ad una promessa:
quella delle nostre anime
perdute
che cercano in una spira
di stimolante verità
l'ultimo spiraglio
di speranza perduta.

Sicurezze

La mattina nel porto,
le bitte con un'ombra netta
tagliano le rocce della banchina
e corde intrecciate finemente
vi si avvinghiano attorno.
Quando c'è vento
Io volo via come un mucchio
di foglie secche;
e se giungo al mare
il mio sguardo è attratto dai gozzi
che si salvano dai flutti
stringendo saldamente quelle bitte;
allora mi ritrovo perso
dall'unico legame che ho
con me stesso,
che mi trascina senza costanza
dai bui fondali marini
alle gelide cime dei monti.

26 settembre 2010

Risveglio atunnale

Mentre la città si risveglia
ed un brusio si diffonde tutt'intorno
in cielo i gabbiani
già guadano le correnti d'aria
battendo con forza le loro ali;
la mattina autunnale rifulge
di freschezza, e la città
è come una giovane con gli occhiali:
assonnata e spettinata,
per il delirio della sua notte,
per la frenesia del suo giorno.

Incontri

Cosa sono quegli occhi?
Ti prego, smettila.
Che cosa vuoi dirmi?
Il significato dei tuoi gesti
per me non significa più nulla,
e allora perchè mi guardi?
perchè mi scontri?

19 settembre 2010

Poesia

Spesso ho paura,
ed ho bisogno di un'idea
dove rifugiarmi;
spesso devo fuggire
dalla vita
che sempre di più mi stringe,
come un cappio,
il collo;
ho avuto bisogno di salvarmi
ed ho sentito vibrare la penna
in uno spasmo di sentimento,
allora l'ho abbracciata
e mi ha guidato
sui solchi del foglio
attraverso quelli della
mia mente,
perciò ho liberato me stesso,
ho districato il pensiero
ed ho creato la Poesia.

18 settembre 2010

La distrazione

Quando mi sono seduto al mio tavolo
ho cercato nel passato,
l'ho percosso perchè mi dicesse di più
di quanto finora mi avesse fatto capire;
ma poi mi sono accorto che l'odore del vento
era cambiato,
ed era fresco e pungente,
perciò mi sono distratto
e mi sono sentito vuoto e spento,
mi sono sentito come una sigaretta al vento:
finita prima di potermene accorgere,
e l'ultima cosa che ricordo è il fumo
che si perde nella nebbia.

16 settembre 2010

Cieli dimenticati

Se le nuvole sono una coperta
sulla nostra vita
la pioggia è sicuramente il sogno
di noi uomini oppressi,
ma è un sogno che non può essere eterno;
Io, bagnato sulla strada,
mi chiedo dove si sia nascosto il sole
ed alzo la testa
bramando uno spiraglio di luce.

Il sogno

Il cosmo pulula di lanterne,
forse sono lucciole
nate dalle nuvole del cielo
e disposte a rendere le nostre notti
più luminose;
ora le ammiro stupito
per la bellezza che questa natura mi dona.
Le domande diventano dilemmi,
forse sono troppo enormi per me,
perciò ora mi concedo un attimo di quiete
ammirando il cielo, le stelle,
e pensando a me, a quelle lucciole
ed al sogno di Dio
che ci dona il Sole ogni mattina.

12 settembre 2010

Contatti

Tocco la collanina di mio padre,
ed è gelida come il marmo su cui l'ho trovata,
la sento pesante: è carica di ricordi,
se dovesse rompersi si sgretolerebbe
perdendo tutte le sue memorie,
come sabbia di una clessidra.
Tuttavia la vedo risplendere:
la colpisce un bagliore di luce
che attraversa la finestra aperta;
la giornata è splendida,
ma il vento mi consiglia di chiudere
perchè sa che le nubi
corrono veloci, senza pietà e senza meta,
con il loro freddo penetrante,
e allora dovrò imparare a sostenere il peso del ricordo,
per fare pace col passato
e vedere altre giornate di sole
nel mio futuro.

9 settembre 2010

Perdersi

Non sono più sicuro delle vie che percorro,
non sono più sicuro quando mi trovo ad un bivio,
ne quando fisso gli occhi di una persona.
Ma ho bisogno di cibo
e le vittime sono migliaia,
migliaia di corpi lacerati
ed a brandelli abbandonati alla vita.
Migliaia sono i metri che percorro
per giungere alle stelle che sono sempre più lontane
e ricadono, pesanti, nel buio.
Troppe le maschere che indosso,
a turno,
perchè non si noti lo sporco ed il sangue.
Ma uno è il volto senza corpo che
vive nell'ombra di se stesso.
Uno è il mio io
che deve nascondersi dalla luce
e trovare il momento giusto
per unirsi all'ombra.

Faccia a faccia

Nel mio corridoio,
il silenzio,
mi spacca i timpani
e nel profondo di questo
arcano suono
vedo ombre;
fischi del remoto
mi spaventano e
mi fanno fuggire,
ombre di mostri e
di persone
mi ricordano sempre
che non posso
coprirmi gli occhi
davanti a me stesso.

Gli attimi perduti

Ho visto gli occhi
di chi mi ha amato,
ho sentito il calore
dei loro abbracci e
le loro dolci parole
mi hanno accarezzato il collo.
Ora mi rimane la gola secca
per tutte le parole
che non ho detto
quando avrei potuto,
e per tutti i momenti
in cui avrei potuto amare di più;
e le mie gote si rigano
di lacrime pesanti
e dense di fumo e fuliggine,
di dolore e rimpianto,
per ciò che non ho detto,
per come non ho amato.

8 settembre 2010

Vetro

Oggi il mare
è sospeso a mezz'aria
fra la terra ed il cielo,
se fossi un Dio
riempirei quel vuoto
con qualche pennellata
di color bellezza.
Ma visto che sono solo Dio
di me stesso
posso solo creare,
dal mare, idee
e sigillarle come un fotogramma
fra il foglio
e la punta
della mia penna

Pittore

Ecco,
la mia caccia è finita,
fra ombre e bagliori,
ora sono stanco;
voglio poggiare il pennello,
e salvare la tavolozza
che sulla mia instabile mano
ha pianto tanto
da donarmi l'arcobaleno;
voglio recuperare i sassolini
e ritrovare me stesso.
Per ora lui è lì,
steso su quella tela,
dove l'ho intrappolato
con un inganno di
cinque sensi.

30 agosto 2010

Scultore

Strane figure
tediano il mio sguardo,
la notte:
volti sottili e snelli
avvolti di ombra.
Strani dei mi turbano,
e fissano i miei desideri
bramandoli.
Mie creazioni forse,
occhi di zaffiro
in uno specchio di vetro,
ombre di ebano
su un suolo scalfito.
Delicato vetro al centro
dono bagliori
di vita
a ciascuno degli occhi
dei miei fantasmi
di marmo.

26 agosto 2010

Quando l'amavo

Quando l'amavo
vedevo il suo viso
in ogni passo della natura:
in ogni sasso,
in ogni stella,
vadevo le sue dita incrociarsi
con le fronde degli alberi,
ed il suo corpo
danzare con le foglie d'autunno,
di mille colori,
come i sentimenti
che avevo nel cuore.
Quando la amavo
la natura mi aveva mostrato il suo volto,
ovunque,
ma ora
mi mostra solo l'ombra
di me stesso
e nulla vedo
se non un tediato scorcio
della voragine che ho dentro.

L'amore irrimediabile

Stasera
ci sono due amanti nel cielo:
la stella e la luna
si abbracciano dolcemente
con i loro aloni di luce.
Chissà se mai si baceranno
e si uniranno
in un'unico bagliore.
Io,
da un muretto
bagnato dalle lumache,
li trovo belli
quei due ardenti amanti
che non possono altro
che ruotarsi attorno;
ma se un tempo erano uniti,
e ora si vedono solo da lontano,
forse vogliono insegnarci che,
a volte,
l'amore non è eterno.

13 agosto 2010

Respirando la natura

Al centro di questa collina,
respirando la natura,
il cielo sembra tanto grande
che nella cornice dell'orizzonte
le nuvole prendono più forme
di quelle che conosco,
e non ci sono gabbie
per uomini
ad oscurare il sole:
qui c'è l'erba alta,
fatta di tante facce
come quelle delle persone,
tutte diverse e con qualcosa
da nascondere,
ma il cielo non si vergogna:
è tutto sopra i nostri occhi,
grande e limpido;
e mi pare impossibile
che dalla semplicità e bellezza
della natura, sia nato
l'essere complesso e contorto
che è l'uomo.

Temporale

I fulmini folgorano il cielo di scosse di vita
dopo, il tuono, uccide il silenzio della notte
e lo scrosciare della pioggia.
I suoni si amalgamano,
non c'è più spazio per il silenzio,
e si creano nuove fondamenta
per erigere nuovi pensieri.
Su queste suggestioni annoto nuovi versi
che si divincolano dalla mia mente
vischiosa e selvaggia,
e non distinguo più la pioggia ed il tuono,
vivo solo un quadro di ordinaria bellezza.

E non ne posso fuggire

Ho paura
la notte
se cammino per casa.
Ho paura
delle ombre che mi si
stagliano di fronte e
dei brividi che mi percorrono
la schiena.
Ho paura
di me,
del mio io,
e dei suoi fantasmi
armati di suggestioni
che combattono una razionalità
sciolta nell'ossessione.

Occhiaie

Quando mi sono guardato allo specchio
ho visto le mie occhiaie:
mi sono lavato il viso
ma non se ne sono andate,
ho dormito a lungo
ma erano ancora lì,
poi ho pensato,
ed ho capito che
in quelle due borse
ci sono tutti i miei ricordi
e allora non ho più cercato
di sbarazzarmene
ma le ho guardate attentamente
e ho chiesto loro
di insegnarmi chi fossi.

9 agosto 2010

Una boccata d'aria per le nuvole scure

Oggi ha piovuto
ma ero lontano.
E' una sorpresa l'erba bagnata:
era secca.,
ma ora è fresca.
La natura rinasce
nei grilli
e negli uccelli,
nei loro canti;
e nella brezza
che spira fra le fronde
e soffia nel mio cuore
e nelle mie ossa
c'è la forza dell'assoluto.
Io,
strumento della natura,
mi rivigorisco col suo
alito vitale
e dalla sua forza
creo armonia di vita,
unica,
fra l'erba bagnata
e le nuvole scure.

Sento gridare

Sento urla di animali
contorcersi sotto copertoni
di automobili.
Vedo il mare
incatenato da una diga;
e l'erba crescere
sull'orlo fra marciapiede e strada,
fra uomini e mezzi.
Sento la natura urlare
dalle fessure del terreno,
la sento dimenarsi
per non soffocare in questa
apnea d'asfalto.

10 luglio 2010

Oltremare

Il mio cuore viaggia
su queste note
così intense e profonde;
mi fondo col chiaro del cielo
per rivivere quell'esperienza
e ripenso agli attimi
in cui il mio cuore
era caldo di quell'amore
che tanto mi ha fatto soffrire
ma che a volte rimpiango.
Ora mi sento un marinaio
perso tra i flutti dell'oceano
che mentre prima si è solo
avvicinato alla terra ferma
ora spera di giungere in
una spiaggia di
oltremare.

1 luglio 2010

Silenzio e Musica

La Poesia è silenzio.
La vera Poesia è nello spazio
fra un verso e l'altro
dove nell'infinito del foglio bianco
stanno eterne idee.
Basta entrare in quel silenzio
per capire tutto;
come un sasso che cade
nello stagno
la poesia può increspare
le acque di un'anima
silenziosa.
Perchè in realtà
silenzio e musica
sono la stessa cosa:
bisogna solo capirne il segreto

28 giugno 2010

Vivere

Fumo leggero si spande nell'aria:
l'incenso brucia e lento si consuma,
la cenere cade, fragile e leggera,
come i fiori di primavera.
Lì vicino quei tasti bianchi e neri
del pianoforte mi risuonano in testa
di dolci melodie, e ne ho piacere.
E' arte questa vita,
la ricerca del piacere è come quella del pittore
che coglie le persone dallo sguardo
e ce le dona con una pennellata.
E' poesia questa vita,
che ci libera alla ricerca
del nostro io disperso;
è il nostro corpo a creare
l'antitesi dell'uomo:
il vortice dell'anima
nello scrigno dei sensi,
infinitamente finito.

27 giugno 2010

Convulsioni

Carichi la tua pistola,
amante perduto,
ed  in ultimo
chiudi gli occhi
guardi l'universo
ed in un istante
la polvere si immobilizza
e gli uccelli spiccano il volo;
ma,
la canna gelata sulla lingua
ti ricorda il freddo della Morte.

BANG

un'ultima folata di vento
ed è ancora violenza perpetua
su un'anima che lascia
il suo corpo a terra
agonizzante in violenti spasmi convulsi
di fiotti di sangue che non macchiano
solo le sue labbra
ma il mondo intero.

30 maggio 2010

Eterna continuità

Sfumano i colori all'orizzonte
e sul mare vedo le luci delle navi;
oh Luna, incantevole astro,
appari così luminosa in alto nel cielo
ed instancabile continui il tuo moto,
malgrado i colpi e le ferite;
ma quaggiù per molto meno muoriamo
in queste città piene di cadaveri,
dove ciascuno scava la propria fossa
in una società che sa solo creare
figli bastardi.
Perciò ora ti guardo e penso che forse
preferirei essere tuo compagno, fra le stelle;
ma se sono inchiodato qui a terra, allora
spero di diventare una goccia di rugiada
fra i capelli di una donna e
che la mia vita scorra limpida,
come un fiume nei giorni invernali,
da cui si dissetino animali e piante e,
goccia a goccia, dalla vita nasca
altra vita, per essere eterna continuità;
ma il percorso è tortuoso e perciò
dovrò ben conoscere il letto su cui scorro,
per evitare i più grandi macigni e per
conoscere sempre meglio me stesso.

24 maggio 2010

Assoluto

La Gioia e la Morte,
la Materia ed il Pensiero
in questa vita che vivo;
ma tutto ciò
è davvero troppo per la mia mente,
perchè sono corrotto,
perchè sono fuorviato
da tutto questo,
ma soprattutto da me stesso
e puntualmente mi perdo nella vana ricerca
di false verità e di falsi dei,
e la mia mente tende alla pazzia convulsa,
al neuronico sublime, e tutto questo
diventa necessario per me,
per me che non riesco a
comprendere tutto, ne' ad
esprimerlo, perchè forse il Tutto
lo riesco a provare comunque,
perciò necessito di follia
per provare il più grande male
per provare il più grande bene
per sentirmi parte dell'Assoluto.

Letteratura

Il mio bambino
corre sulle vie
della letteratura
e si stupisce
con storie di guerrieri
amori mortali e
pensatori che hanno
sempre qualcosa da dire;
su questa via si diventa
grandi , si viene formati e
plasmati; e poi
tocca a noi continuare,
mettere le mani alle penne
e dare uno scopo
alle nostre vite.

21 maggio 2010

Partire Stare Tornare

Chissà se mai
fuggirò da questa città
di cui conosco bene
gli odori ed
i tramonti,
chissà se la abbandonerò
con un treno, e
se la mia stazione
sarà l'ultima o no;
se così sarà
la mia malinconia
non morirà nel viaggio
ne' verrà abbandonata
in questo luogo,
ma mi seguirà,
per ricordarmi sempre
dove sono nato e cresciuto,
per ricordarmi quegli odori
e quei tramonti, ormai
sedimentati nella mia
memoria;
se poi tornerò per
scrostarli e renderli
di nuovo vivi,
forse la mia felicità
mi abbandonerà alla partenza
o forse mi accoglierà all'arrivo.
Chissà quale sia il mio destino,
Io,
sicuramente,
non lo conosco.

Nei ricordi

L'aria dal finestrino
mi fa respirare
una boccata di
ricordi,
e sono tanti,
troppi e
troppo intensi;
sono passioni che
nella notte
risaltano,
sono cuori spezzati,
sono vene nel terreno
che sgorgano di
sangue.
C'è tanto
in questa
emotività
inesprimibile,
insoddisfabile,
infelice.

Scrivere

Per combattere
sulla carta
la guerra
dei nostri
ideali.
a colpi di penna.

12 maggio 2010

Essere animale

La notte era scura
e nebbiosa,
nei luoghi più
sporchi,
nelle fogne a cielo
aperto,
il mio corpo va,
va come è sempre
andato,
ma più veloce;
col gusto del sangue
in bocca,
e l'occhio troppo
irrorato,
vede ma non guarda,
comprende solo il
groviglio neuronico che
affiora alla pelle,
ed il corpo si
piega, su quattro
zampe:
divento animale e
con pazzia soffusa,
provo tutta la violenza
e la libertà
della Natura.
Questo sono la notte,
quando, nel sonno,
l'emozione mi sfonda
il petto, ed
ho esperienza di un
sogno utopico.

9 maggio 2010

Debole

Ben labile è
la mia mente
se per poche
cose,
naufraga in
furenti sogni.
E' che sono un
uomo,
e perciò sono
debole,
come i Denti di Leone,
che, prima o
poi,
il vento
spazza via.

7 maggio 2010

Prendere sonno

Sono un turbine
mi giro e mi rigiro
come scoppiettante brace
nel fuoco
il buio mi crea
infiniti spazi
per essere ingorgo
di emozioni e
disordinata matassa
di pensieri
è come morire e
rinascere ogni
istante
è un faticoso
parto di pensieri
e le domande sempre
troppe e casuali
un'insostenibile sforzo
eppure...

è solo che non riesco,
a prendere sonno
.... ... .. .

2 maggio 2010

Conati

Oggi l'aria
puzza di smog
ed è pesante
ed umida,
la foschia
mi nasconde
l'orizzonte ed
il sole,
ed il mare
sfoca in lontananza.
Oggi mi sento annoiato
e svogliato,
pesante ed inutile,
non in tempesta,
ma in un luogo
umido e ventoso
che mi fa provare
l'aspetto della morte,
perchè oggi è
uno di quei giorni
in cui potrei
incontrarla
dietro ad ogni
angolo,
come emozione definitiva,
come conato di me stesso.

1 maggio 2010

Chiaroscuro

Dalla lampada
sgorga luce
e sul muro
scrosciano ombre,
nel fotonico gioco
di oscurità
rivedo l'uomo,
che è luce,
che è buio,
che è sempre in
chiaroscuro.

25 aprile 2010

Notte

Dal mare
sale per il porto
un'aria salmastra
che per le strade
si gonfia
di odori di cibi e
di sporcizia
e vaga,
compagna di
anime perse,
dove non c'è più differenza
fra crosa e caruggio,
incontrando stranieri e
volti noti,
figli del mare
e della povertà
ma tutti accomunati
da un grande vuoto
che colmano
con l'ebbrezza
di un'ultima sigaretta
ed un ultimo bicchiere di vino

Colonne d'Ercole

Gran gioia provo
nel sapere che
vi è chi senza
timore
supera le
Colonne d'Ercole,
e mi rivolgo a voi,
ricercatori dell'ignoto,
che mi prendiate per
mano, e mi facciate
trovare la verità.
Ma al tempo stesso,
grande tristezza
mi causa saper
dell'esistenza di
queste Colonne,
che creiamo noi
esseri umani,
senza accorgerci
che ci limitiamo
come se non
potessimo superarle,
e voglio rivolgermi
a voi,
gente che si accontenta
delle cose effimere
del mondo:
c'è tanto altro,
tanto da non poterlo
immaginare,
ma da poterlo
pensare:
per questo
vale la pena
vivere.

Luna

La Luna ci illumina,
bellissima, insegue sempre il Sole,
e noi lei,
stanca e malridotta,
vola nei nostri pensieri che
la seguono per rinascere
in riflessi di luce
lungo il cielo,
per l'ignoto,
ed oltre.

16 aprile 2010

Mare

Il mare ci porta sogni di navigatori,
è esteso oltre il limite del nostro occhio
e malgrado tanti vi anneghino
è ponte di popoli, lingue, culture;
ed amiamo specchiarci in esso
perchè si increspa come i nostri pensieri.
Quanto a me,
mai manco di guardarlo negli occhi,
ne' di ascoltarlo,
perchè nel suo blu
vi sono mille colori
ed il suo scroscio leggero
è fatto di mille parole:
così mi porta racconti
che mi sciolgono,
come un nodo di idee,
ed è da questo
che divento sereno,
come il cielo sopra il mare,
calmo,
come ormai è la mia anima.

8 aprile 2010

Avanguardia

L'avanguardia è lampante
                          è futuro
                          è moderna
                          è libera

L'avanguardia è poco
per chi è in prima linea
armato
                          è tutto
per il pensatore che in prima linea
non c'è mai stato

L'avanguardia è problematica
                          è portatrice sana
                          è confusionaria
                          è guerrafondaia

L'avanguardia è, per ieri
                          sarà, per oggi

L'avanguardia la invento ora
sulla carta, ma da buon cambiamento
                          è carnefice
di idee e persone
e nostro malgrado
finirà male in società
e bene sulla carta

6 aprile 2010

Credere

"In cosa dovrei credere?"
difficile rispondere
oggi c'è troppa confusione
per render facile la decisione

tuttavia, bene o male
c'è chi si sbatte per un giusto ideale
ma fra il popolo, gregge senza senso
è facile trovar consenso

poichè fra la gente ignorante
con promesse e demagogia
si trova aiuto facilmente

ma chi da questa massa fugge via
e crede nella virtù, sognante
purtroppo è bollato come perdente

ma una donna detta Saffo
disse che tutto bisogna sopportare
non per entrare nell'aldilà in trionfo,
lo disse senza strane teorie ipotizzare

penso intendesse l'amore
e la bellezza dello stare insieme
che fanno sentire leggero il cuore
e parer di posare su un letto di piume

amore e libertà, in esse io credo
libero posso vivere come mi piace
poi la passione mi scalda amando
e forse solo così sarò davvero in pace

perciò penso che di sopportare
valga davvero la pena provare.

Noia

La noia mi assale
e sovente torno bimbo
facendo cose che non mi aiutano
che non dovrei fare
trascurando il resto
e non capendo tante,
troppe cose.

3 aprile 2010

Grigio

Pesante il cielo mi cade addosso,
in questi giorni grigi
come il mio cuore,
come la mia anima,
per non saper tenere testa
ad un ego testardo;
nel dolce far niente,
in realtà qualcosa faccio:
mi faccio male;
e a volte vorrei non avere il tempo
per pensare.

28 marzo 2010

La processione

Una processione di automobili
e tutto mi appare più chiaro,
la nebbia sul mare spessa
ed i tetti grigi
e ancora questo cielo,
grigio, tristemente grigio,
ed allora capisco,
capisco che ad essere morti
siamo tutti noi

Sveglia

e tutte le mattine è una battaglia,
che vinci tu, sveglia, uccidendo i miei sogni
ma non goderne,
alla fine la morte vincerà la guerra
e tu non potrai più svegliarmi.

Cristo

la terra era sporca di sangue
il cielo era sporco di nubi
eppure eravamo tutti mondati,
CRISTO.

22 marzo 2010

Paura

Mi raggomitolo nel letto
impaurito dai banchi di nebbia
che non mi fanno
respirare bene,
e sento umido nelle ossa
e sul pavimento,
e nel buio della mia stanza
ho paura immaginando
nel corridoio
la Morte per mano
con l'Oblio,
che conoscono infiniti vie
per ucciderci tutti
facendoci vivere
un'agonia.

Ho detto

Ho detto tanto su di te.
Ho detto tanto sui tuoi capelli,
sul tuo viso,
e sulla tua gentilezza,
ma non ho detto tutto.
Non ho detto dei tuoi difetti
perchè fatta luce dal mio cuore
i miei occhi sono ormai ciechi,
e non so trovarne.

18 marzo 2010

Amare

Scordo tutto
faccio nulla
mi danneggio,
non importa,
faccio niente
amo tutto
amo te.
Amore

17 marzo 2010

Bacio

E un bacio di fata mi toccò le labbra:
finalmente fui
dopo tanto tempo che non ero stato.

Volare con te

L'uccellino è volato via
non è più sul cornicione
e la mia vista al cielo svia
restando seduto in questa prigione

Ma la mente torna a lui
che batte le ali ore ed ore
e non ha paura dei giorni bui
perchè può volare fino al sole

Ed allora gli affido i miei pensieri
che così si liberano dalle catene
e dalla carnalità dei desideri

Perchè dal cielo vede cose amene
e spero doni colori veri
a noi che viviamo vite grigie e nere

13 marzo 2010

Uccellino

Uccellino uccellino
mi guardi dal cornicione
sei così piccolino
e canti con passione.

Ma dalla mia classe
anche io ti guardo
e lontano dalle masse
rendo il cielo il mio traguardo.

11 marzo 2010

Ulisse

Compagni,
non dividetevi ora,
che lo sforzo è stato
greve ed insanguinato
delle morti degli amici
con cui crescemmo ed imparammo,
come fratelli,
e se ora quest'otre
trabocca della giusta brezza
non soffriate
del fatto che ve ne nasconda
origine e contenuto;
non voglia l'uomo
sapere ciò che per natura gli si nega:
come hanno deciso per altri
gli Dei,
decideranno anche per noi,
fino alla morte.

Schiavo

Mi sento schiavo,
la libertà è altrove:
non sul mondo,
non col corpo;
con la mente,
perchè siamo liberi
decidendo di esserlo,
siamo liberi da soli,
non in gruppo,
e questa società
mi rende schiavo:
schiavo del corpo
che non vorrei avere,
schiavo del tempo
che non vorrei subire,
morto dove sembra
di vivere
e libero dove forse
non vivrò mai.

I cieli su Berlino

Sono stato a Berlino
ed ho annusato l'aria
fresca e gelida,
con forza,
ed ho visto le nuvole
maldisposte, e la
luna dominare il cielo,
e mi appariva tutto nuovo.
Sono tornato da Berlino
e mi sono accorto
che le nuvole mi
inseguono alla velocità
del battito del mio cuore,
e che, alla fine, il cielo,
è sempre lo stesso,
anche se cerco di
fuggire
e liberarmi.

Piccola e dolce

Mi pungi come una rosa
bella e profumata,
più cerco di stringerti
più mi faccio male,
ed è sangue che
mi bagna,
ma sui tuoi petali
il dolore si mescola con
l'amore ed il tuo
profumo, intenso e
vero, mi motiva a
provare ancora,
ma è solo sofferenza,
e buio,
e prima che tu appasisca
io morirò,
piccola, dolce rosa.

Le rose

Non esiste rosa senza spine,
infatti toccandovi spesso ci pungiamo,
vivendo vite imperfette, nodosi steli
di rose, rosse come l'amore
che vi doniamo, rosse come i segni
della vostra fertilità, ed il
profumo è dolce, buono, e
dà felicità, perciò ci pungiamo
per annusarvi più forte
in un appassionato abbraccio.

18 febbraio 2010

Col nulla

Scambiarmi col vento
e la polvere
soffiata via; vuoto,
lungo il nulla.
Mi uccido nel
dubbio dell'esistenza
di esso stesso,
per la polvere,
per il vento;
aria che tira
e mi scheggia,
aria malsana, mi
fa respirare male
e provare dolore

Sogni

Ho sonno,
ed è come se
i miei occhi
si bagnassero
di gocce d'inchiostro,
lo sguardo si
offusca e
nella mente si
insinuano pensieri
e desideri reconditi,
finisco per sognare
a volte tutto, altre
niente: fili d'erba
lunghi quanto i
capelli di una
donna, e
colline
come seni,
una nuova natura.
Ed alla fine
mi sveglierò
sempre nello stesso
luogo, sempre a
mani vuote, ma
con mille luoghi
in testa e tutto
il resto fra
i pensieri: e
forse avrò capito
quale sia la vera
ricchezza, perchè,
in realtà, ci
nutriamo di sogni.

11 febbraio 2010

Souvenir veneziano

Appesa al muro
c'è una maschera
di carnevale
rossa bianca ed oro,
ha una perla sulla
fronte, ed un naso
perfetto, le labbra
minute, e due fori
neri; è davvero
bella. E con gli occhi
cerco in quel buio
notturno le stelle;
ma tutto è vano:
cerco malamente
la luce nel buio
e non la trovo mai,
perchè è davvero
bella, ma solo una
maschera da
indossare.

5 febbraio 2010

Rinaldo

Un pavone apre la sua coda,
ed è bello, ed ammiro tutti quei suoi
occhi, per giungere infine ai tuoi,
oh mia dolce Armida,
che sei tanto bella, che ti specchi
e ti contempli, ed io ti imito
specchiandomi nei tuoi profondi
occhi, io che sono tuo servo,
che le armi ed i compagni abbandonai,
per poterti così ammirare,
maga del mio cuore;
ora ti sussurro dolci parole,
tanto dolci che il tuo viso
s'illumina d'un bel sorriso,
e nel vento di questo caldo meriggio,
i tuoi capelli sparsi sono
intrecciati dalle tue belle mani, come
nessun'altra donna sa fare;
e non vedo altro che te,
e non penso altro che te,
maga del mio cuore,
strega della mia anima.

2 febbraio 2010

Excrucior

E mi tormento
costantemente,
mi struggo con
forza, mi
frustro.
Mi chiedo perchè
non la smetta,
non mi rispondo,
e mi tormento

31 gennaio 2010

29 gennaio 2010

Sogni infranti

Ti getterai mai
a ginocchia scoperte
sui vetri rotti?
me lo chiedo,
non mi rispondo,
ed io l'ho già fatto.

25 gennaio 2010

Haiku 1

Capelli sciolti                                        Semplicemente
cadono sulle spalle                              ti sciogli i capelli
tumulto in me                                        spalle coperte

ma quello che mi piace di più è questa fusione:

Semplicemente
ti sciogli i capelli
tumulto in me

scoprite cosa sia l'haiku

24 gennaio 2010

La foto

Ho visto il tuo volto,
assonnato,
in una foto,
e quasi tutti i giorni,
lo rivedo a scuola,
quel tuo splendido volto,
ed ogni volta è
come se fosse la prima,
la prima, di cui non ho ricordo,
forse non c'è mai stata,
forse è ancora.
Ma ho visto quella foto,
ed il mio cuore si è
rigato dell'ennesima
goccia d'amore.

17 gennaio 2010

Infinito

Per boschi rigogliosi
e verdi prati
stupito, passeggio,
deserti di sassi
che a volte si sbriciolano
in lande sabbiose;
ed ecco la spiaggia,
steso, sul mio volto
la luce delle stelle, ed
infinite rivoluzioni,
eclissi, nubi, ed
ora, granelli.
Troppe cose qui intorno
per essere viste e percepite,
anche solo capite,
aghi di dubbio mi trapassano:
una fra tante bambole
voodoo del genere umano;
non una domanda
per riassumerle tutte,
ne la verità per
salvare l'anima.
Solo costanti dubbi,
ed allora inventiamo risposte,
per schiantarci a terra e
farci male, piuttosto
che cadere all'infinito.

[...]

[...]
penso
[...]
e non capisco.
Non c'è niente:
solo questa matassa
che non mi fa arrivare
sangue al cuore,
e non capisco,
e ragiono,
ma sono nodi che non
riuscirò mai a
sciogliere.

Litigi

Urla e cattiveria,
parole avvelenate,
accuse.
Certo, a volte si litiga
ma se la rabbia
straripa anche
dagli occhi,
con lacrime,
che senso ha continuare?
Se la ragione viene meno
anche le parole perdono significato
ed allora furia e pazzia
imperversano nella nostra mente.
Invece che aiutarvi
uccidete i vostri cuori,
insieme.

Il cammino

Fuorvianti segnali
verso nessun luogo
mi conducono in questo
errante viaggio, che confonde
sosta e cammino
stanchezza e riposo;
e ci confondiamo
su oscure vie perdute
battute dal vento e
ricoperte di sabbia, dove
vige il rumore del nulla,
e camminando fra blocchi
di cemento, che non ci
fanno baciare dalla luce
del sole, ormai abbiamo
anche dimenticato cosa
significhi vivere
veramente.

12 gennaio 2010

Vorrei

Vorrei andare in un luogo
dove la notte non vi siano luci,
dove ci sia il buio vero,
e che la mia fronte
fosse baciata solo dalle stelle
e dalla luna, e capire
cosa sia veramente l'universo, e
forse anche cosa sia il buio, e
non avere pensieri, contemplare
tale meraviglia celeste, e capire
se esista Dio, se esista tutto o
non esista niente, e non
avere lancinanti dubbi, ed
avere voglia di non farsi domande, ed
avere te.

Grigio cielo

Sorto il sole
uno squarcio fra le nubi
fa sanguinare il cielo
e dopo la pioggia,
le vie della città,
umida e bagnata,
con pozzanghere riflettono
il grigio di un
cielo infelice.

Risvegli

Nell'attività della mia vita
la voglia di non avere sonno:
ed è come se questa notte
avessi dormito meno di un minuto.

10 gennaio 2010

Paolo

Francesca,
ormai non restano
che singhiozzi di pianto
infranti su parole e ricordi
troppo dolorosi;
amarti è stato così semplice,
è stato naturale
come la rugiada del mattino
che ora scende dai miei occhi,
ed ho amato ammirare i tuoi
e baciare la tue labbra mi ha
fatto capire che fuoco mi ardesse
il petto, ma troppo presto
è stato trapassato dalla lama
dello Sciancato; ora
questo indissolubile abbraccio
ci legherà in eterno, e
così divetiamo una cosa sola,
un dolore solo, puniti per
aver commesso un solo,
innocente peccato.

5 gennaio 2010

Il profumo

Quel mattino mi sono svegliato stanco,
mi sono girato sul fianco,
e come la luna di notte,
hai illuminato il mio viso,
poggiavi la testa sulla tua
soffice chioma, sempre
profumata di bellezza,
ed io ho annusato quel profumo
a pieni polmoni, e se
poi non è accaduto nulla,
ed ora soffro,
soffrirei altrettanto
per annusarti ancora i capelli
e guardare il tuo splendido viso.

Scettico

Troppo spesso voglio scrivere,
anche se la mia mente è vuota,
ed in quei momenti comprendo
che forse neppure alla poesia
sono avvezzo,
ed i dubbi sono sempre troppi,
sottili ed annodati,
come piccoli lacci,
e penso che forse sbaglio
ed in pieno uso scettico,
insieme a tutti i cattivi pensieri,
anche io annego nell'opprimente
dubbio dell'esistenza del tutto...

3 gennaio 2010

Come il cielo

I tuoi occhi:
sole,
che tramonta in
complessi pensieri,
e sorge in
semplici sorrisi;
cielo,
il tuo viso,
dove piccoli nei
decretano costellazioni
infinite per gli occhi
immense per la mente;
ed i tuoi capelli,
ostinatamente mossi
come i tuoi ragionamenti,
tramutati in tempesta
nella mia mente,
trasmessi in silenzio
dal tuo loquace sguardo.

Tempo

L'orologio batte il Tempo,
non ha tasti per essere spento,
non si può fermare.
Ci mastica come gomma,
fa vincitori e vinti,
guarisce e ferisce,
fa poggiare la polvere
sulle nostre fiacche anime;
cerchiamo di goderlo,
di suddividerlo, di misurarlo,
ma esso è troppo impossibile ed enorme
per stare dentro dodici numeri.

Ma ero felice...

Un cuscino profumato
dove più che
vivere
facilmente si
annega,
e benchè il
pessimismo
mi uccida,
con luminosa lama
di realtà,
amerò morire
nei ricordi
del calore
delle persone che amo
che è maggiore
di quello del
sangue versato.

Goccia

Goccia di rugiada
sulle tue labbra,
TUO,
in balia del tuo desiderio,
muoio d'amore
sulla tua rosea pelle;
ma fai un solo gesto:
scacciami,
asciugandomi di parole;
accoglimi,
fammi vivere una realtà
nuova,
bruciami ancora.