La notte era scura
e nebbiosa,
nei luoghi più
sporchi,
nelle fogne a cielo
aperto,
il mio corpo va,
va come è sempre
andato,
ma più veloce;
col gusto del sangue
in bocca,
e l'occhio troppo
irrorato,
vede ma non guarda,
comprende solo il
groviglio neuronico che
affiora alla pelle,
ed il corpo si
piega, su quattro
zampe:
divento animale e
con pazzia soffusa,
provo tutta la violenza
e la libertà
della Natura.
Questo sono la notte,
quando, nel sonno,
l'emozione mi sfonda
il petto, ed
ho esperienza di un
sogno utopico.
12 maggio 2010
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