Mentre la città si risveglia
ed un brusio si diffonde tutt'intorno
in cielo i gabbiani
già guadano le correnti d'aria
battendo con forza le loro ali;
la mattina autunnale rifulge
di freschezza, e la città
è come una giovane con gli occhiali:
assonnata e spettinata,
per il delirio della sua notte,
per la frenesia del suo giorno.
26 settembre 2010
Incontri
Cosa sono quegli occhi?
Ti prego, smettila.
Che cosa vuoi dirmi?
Il significato dei tuoi gesti
per me non significa più nulla,
e allora perchè mi guardi?
perchè mi scontri?
Ti prego, smettila.
Che cosa vuoi dirmi?
Il significato dei tuoi gesti
per me non significa più nulla,
e allora perchè mi guardi?
perchè mi scontri?
19 settembre 2010
Poesia
Spesso ho paura,
ed ho bisogno di un'idea
dove rifugiarmi;
spesso devo fuggire
dalla vita
che sempre di più mi stringe,
come un cappio,
il collo;
ho avuto bisogno di salvarmi
ed ho sentito vibrare la penna
in uno spasmo di sentimento,
allora l'ho abbracciata
e mi ha guidato
sui solchi del foglio
attraverso quelli della
mia mente,
perciò ho liberato me stesso,
ho districato il pensiero
ed ho creato la Poesia.
ed ho bisogno di un'idea
dove rifugiarmi;
spesso devo fuggire
dalla vita
che sempre di più mi stringe,
come un cappio,
il collo;
ho avuto bisogno di salvarmi
ed ho sentito vibrare la penna
in uno spasmo di sentimento,
allora l'ho abbracciata
e mi ha guidato
sui solchi del foglio
attraverso quelli della
mia mente,
perciò ho liberato me stesso,
ho districato il pensiero
ed ho creato la Poesia.
18 settembre 2010
La distrazione
Quando mi sono seduto al mio tavolo
ho cercato nel passato,
l'ho percosso perchè mi dicesse di più
di quanto finora mi avesse fatto capire;
ma poi mi sono accorto che l'odore del vento
era cambiato,
ed era fresco e pungente,
perciò mi sono distratto
e mi sono sentito vuoto e spento,
mi sono sentito come una sigaretta al vento:
finita prima di potermene accorgere,
e l'ultima cosa che ricordo è il fumo
che si perde nella nebbia.
ho cercato nel passato,
l'ho percosso perchè mi dicesse di più
di quanto finora mi avesse fatto capire;
ma poi mi sono accorto che l'odore del vento
era cambiato,
ed era fresco e pungente,
perciò mi sono distratto
e mi sono sentito vuoto e spento,
mi sono sentito come una sigaretta al vento:
finita prima di potermene accorgere,
e l'ultima cosa che ricordo è il fumo
che si perde nella nebbia.
16 settembre 2010
Cieli dimenticati
Se le nuvole sono una coperta
sulla nostra vita
la pioggia è sicuramente il sogno
di noi uomini oppressi,
ma è un sogno che non può essere eterno;
Io, bagnato sulla strada,
mi chiedo dove si sia nascosto il sole
ed alzo la testa
bramando uno spiraglio di luce.
sulla nostra vita
la pioggia è sicuramente il sogno
di noi uomini oppressi,
ma è un sogno che non può essere eterno;
Io, bagnato sulla strada,
mi chiedo dove si sia nascosto il sole
ed alzo la testa
bramando uno spiraglio di luce.
Il sogno
Il cosmo pulula di lanterne,
forse sono lucciole
nate dalle nuvole del cielo
e disposte a rendere le nostre notti
più luminose;
ora le ammiro stupito
per la bellezza che questa natura mi dona.
Le domande diventano dilemmi,
forse sono troppo enormi per me,
perciò ora mi concedo un attimo di quiete
ammirando il cielo, le stelle,
e pensando a me, a quelle lucciole
ed al sogno di Dio
che ci dona il Sole ogni mattina.
forse sono lucciole
nate dalle nuvole del cielo
e disposte a rendere le nostre notti
più luminose;
ora le ammiro stupito
per la bellezza che questa natura mi dona.
Le domande diventano dilemmi,
forse sono troppo enormi per me,
perciò ora mi concedo un attimo di quiete
ammirando il cielo, le stelle,
e pensando a me, a quelle lucciole
ed al sogno di Dio
che ci dona il Sole ogni mattina.
12 settembre 2010
Contatti
Tocco la collanina di mio padre,
ed è gelida come il marmo su cui l'ho trovata,
la sento pesante: è carica di ricordi,
se dovesse rompersi si sgretolerebbe
perdendo tutte le sue memorie,
come sabbia di una clessidra.
Tuttavia la vedo risplendere:
la colpisce un bagliore di luce
che attraversa la finestra aperta;
la giornata è splendida,
ma il vento mi consiglia di chiudere
perchè sa che le nubi
corrono veloci, senza pietà e senza meta,
con il loro freddo penetrante,
e allora dovrò imparare a sostenere il peso del ricordo,
per fare pace col passato
e vedere altre giornate di sole
nel mio futuro.
ed è gelida come il marmo su cui l'ho trovata,
la sento pesante: è carica di ricordi,
se dovesse rompersi si sgretolerebbe
perdendo tutte le sue memorie,
come sabbia di una clessidra.
Tuttavia la vedo risplendere:
la colpisce un bagliore di luce
che attraversa la finestra aperta;
la giornata è splendida,
ma il vento mi consiglia di chiudere
perchè sa che le nubi
corrono veloci, senza pietà e senza meta,
con il loro freddo penetrante,
e allora dovrò imparare a sostenere il peso del ricordo,
per fare pace col passato
e vedere altre giornate di sole
nel mio futuro.
9 settembre 2010
Perdersi
Non sono più sicuro delle vie che percorro,
non sono più sicuro quando mi trovo ad un bivio,
ne quando fisso gli occhi di una persona.
Ma ho bisogno di cibo
e le vittime sono migliaia,
migliaia di corpi lacerati
ed a brandelli abbandonati alla vita.
Migliaia sono i metri che percorro
per giungere alle stelle che sono sempre più lontane
e ricadono, pesanti, nel buio.
Troppe le maschere che indosso,
a turno,
perchè non si noti lo sporco ed il sangue.
Ma uno è il volto senza corpo che
vive nell'ombra di se stesso.
Uno è il mio io
che deve nascondersi dalla luce
e trovare il momento giusto
per unirsi all'ombra.
non sono più sicuro quando mi trovo ad un bivio,
ne quando fisso gli occhi di una persona.
Ma ho bisogno di cibo
e le vittime sono migliaia,
migliaia di corpi lacerati
ed a brandelli abbandonati alla vita.
Migliaia sono i metri che percorro
per giungere alle stelle che sono sempre più lontane
e ricadono, pesanti, nel buio.
Troppe le maschere che indosso,
a turno,
perchè non si noti lo sporco ed il sangue.
Ma uno è il volto senza corpo che
vive nell'ombra di se stesso.
Uno è il mio io
che deve nascondersi dalla luce
e trovare il momento giusto
per unirsi all'ombra.
Faccia a faccia
Nel mio corridoio,
il silenzio,
mi spacca i timpani
e nel profondo di questo
arcano suono
vedo ombre;
fischi del remoto
mi spaventano e
mi fanno fuggire,
ombre di mostri e
di persone
mi ricordano sempre
che non posso
coprirmi gli occhi
davanti a me stesso.
il silenzio,
mi spacca i timpani
e nel profondo di questo
arcano suono
vedo ombre;
fischi del remoto
mi spaventano e
mi fanno fuggire,
ombre di mostri e
di persone
mi ricordano sempre
che non posso
coprirmi gli occhi
davanti a me stesso.
Gli attimi perduti
Ho visto gli occhi
di chi mi ha amato,
ho sentito il calore
dei loro abbracci e
le loro dolci parole
mi hanno accarezzato il collo.
Ora mi rimane la gola secca
per tutte le parole
che non ho detto
quando avrei potuto,
e per tutti i momenti
in cui avrei potuto amare di più;
e le mie gote si rigano
di lacrime pesanti
e dense di fumo e fuliggine,
di dolore e rimpianto,
per ciò che non ho detto,
per come non ho amato.
di chi mi ha amato,
ho sentito il calore
dei loro abbracci e
le loro dolci parole
mi hanno accarezzato il collo.
Ora mi rimane la gola secca
per tutte le parole
che non ho detto
quando avrei potuto,
e per tutti i momenti
in cui avrei potuto amare di più;
e le mie gote si rigano
di lacrime pesanti
e dense di fumo e fuliggine,
di dolore e rimpianto,
per ciò che non ho detto,
per come non ho amato.
8 settembre 2010
Vetro
Oggi il mare
è sospeso a mezz'aria
fra la terra ed il cielo,
se fossi un Dio
riempirei quel vuoto
con qualche pennellata
di color bellezza.
Ma visto che sono solo Dio
di me stesso
posso solo creare,
dal mare, idee
e sigillarle come un fotogramma
fra il foglio
e la punta
della mia penna
è sospeso a mezz'aria
fra la terra ed il cielo,
se fossi un Dio
riempirei quel vuoto
con qualche pennellata
di color bellezza.
Ma visto che sono solo Dio
di me stesso
posso solo creare,
dal mare, idee
e sigillarle come un fotogramma
fra il foglio
e la punta
della mia penna
Pittore
Ecco,
la mia caccia è finita,
fra ombre e bagliori,
ora sono stanco;
voglio poggiare il pennello,
e salvare la tavolozza
che sulla mia instabile mano
ha pianto tanto
da donarmi l'arcobaleno;
voglio recuperare i sassolini
e ritrovare me stesso.
Per ora lui è lì,
steso su quella tela,
dove l'ho intrappolato
con un inganno di
cinque sensi.
la mia caccia è finita,
fra ombre e bagliori,
ora sono stanco;
voglio poggiare il pennello,
e salvare la tavolozza
che sulla mia instabile mano
ha pianto tanto
da donarmi l'arcobaleno;
voglio recuperare i sassolini
e ritrovare me stesso.
Per ora lui è lì,
steso su quella tela,
dove l'ho intrappolato
con un inganno di
cinque sensi.
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