Piume colorate adornano i miei mobili
ed ogni istante
ora che il tempo
continua a scorrere
inesorabile
al suono delle viscere estratte
nel momento dello smembramento;
il pranzo delle feste è pronto,
e mentre mi specchio nella
turbolenta acqua bollente
il fagiano romba ancora
della carne che si strappa,
quando imparo a fuggire i
fucili, e le
lame più affilate.
28 dicembre 2010
24 dicembre 2010
Ascesa
La collina di specchi
che mi costringo a
scalare
si frantuma e
si vena sotto gli
aghi con cui mi
muovo; mentre
precipito
alle mie urla
la geometria di
vita risponde,
come diapasonico tremore,
con tutti i toni
ed i colori
dei riflessi:
dall'indaco amniotico
della genesi
al livido cadaverico
dell'esodo.
che mi costringo a
scalare
si frantuma e
si vena sotto gli
aghi con cui mi
muovo; mentre
precipito
alle mie urla
la geometria di
vita risponde,
come diapasonico tremore,
con tutti i toni
ed i colori
dei riflessi:
dall'indaco amniotico
della genesi
al livido cadaverico
dell'esodo.
12 dicembre 2010
Sfondo
Ho cercato il sonno profondo
dilaniando il mio cuscino,
ho franto specchi d'acqua
per scoprirne gocce o vetri,
ho scosso la mia
marmorea falsa certezza
per ricordarle
che è solo una immagine riflessa
dall'illusione ambigua
di una vita certa.
dilaniando il mio cuscino,
ho franto specchi d'acqua
per scoprirne gocce o vetri,
ho scosso la mia
marmorea falsa certezza
per ricordarle
che è solo una immagine riflessa
dall'illusione ambigua
di una vita certa.
Dei
Gli Dei delle origini
sussurrano lenti
dalle cavità della Terra
le nostre vite scostanti;
per le spaccature del terreno
e le bolle dai fondali marini,
sale la loro voce
che oscura i cieli
e tempesta gli oceani.
Fra i fili d'erba
svetto per presunzione,
ma la notte ho paura
quando mi inquieto
per le maschere occulte
che fanno della terra
una piccola biglia:
gioco perverso
per la loro mente.
sussurrano lenti
dalle cavità della Terra
le nostre vite scostanti;
per le spaccature del terreno
e le bolle dai fondali marini,
sale la loro voce
che oscura i cieli
e tempesta gli oceani.
Fra i fili d'erba
svetto per presunzione,
ma la notte ho paura
quando mi inquieto
per le maschere occulte
che fanno della terra
una piccola biglia:
gioco perverso
per la loro mente.
Sporco
I gradini luridi
e i cunicoli lividi
sono calpestati
da innumeri occhi
di pelli amene
nere bianche oliva
alba
calpestio di genti
bottiglie vuote cadono
cieli tagliati
matti risvegli
dopo notti unte
sui gradini luridi
[incondizionatamente amore]
e i cunicoli lividi
sono calpestati
da innumeri occhi
di pelli amene
nere bianche oliva
alba
calpestio di genti
bottiglie vuote cadono
cieli tagliati
matti risvegli
dopo notti unte
sui gradini luridi
[incondizionatamente amore]
Nato al mare
Derivazione salmastra
di nascita primitiva
nasco discontinuo quando
sassi salati
incrostati dalla tosse
del mare scrosciano mentre
i fondali fanno
funzioni di facce
fondendo sabbia
e fumo e fuori
integrato alla natura
nasco primitivo
assorto
nell'aria salmastra
di nascita primitiva
nasco discontinuo quando
sassi salati
incrostati dalla tosse
del mare scrosciano mentre
i fondali fanno
funzioni di facce
fondendo sabbia
e fumo e fuori
integrato alla natura
nasco primitivo
assorto
nell'aria salmastra
1 dicembre 2010
Il verbo dei cari
Afose proposte
saltano i gradini
per giungere al mio orecchio
infelice ad accoglierle
ed il verbo dei cari
mi romba in testa
con struggente bramosia;
la notte ha bisogno di silenzio
perchè l'oscuro celi
il dolore:
mentre il buio mi avvolge con
grazia,
il colore sfuma
infine all'oggi
del mio sogno
perpetuo.
saltano i gradini
per giungere al mio orecchio
infelice ad accoglierle
ed il verbo dei cari
mi romba in testa
con struggente bramosia;
la notte ha bisogno di silenzio
perchè l'oscuro celi
il dolore:
mentre il buio mi avvolge con
grazia,
il colore sfuma
infine all'oggi
del mio sogno
perpetuo.
Il tempo dei giochi
Il dolore di un momento
è la chiave alle porte
del mio passato,
la malinconia
è lo sguardo che
penetra nelle mie cicatrici:
il tempo dei giochi
è finito
ma lo ritrovo sempre
marchiato a fuoco
sulla mia pelle
perfettamente irregolare.
è la chiave alle porte
del mio passato,
la malinconia
è lo sguardo che
penetra nelle mie cicatrici:
il tempo dei giochi
è finito
ma lo ritrovo sempre
marchiato a fuoco
sulla mia pelle
perfettamente irregolare.
Sedie vuote
Se un giorno ti vedessi
salire dal fondo della strada
ti preparerei una sedia
per sederci insieme
e dirci parole ormai
scavalcate dal tempo;
ma mi stupisco non vedendoti
della debolezza del mio cuore
per le lacrime perse,
mentre con lo sguardo seguo
le ombre a dissolversi
in cui spero di trovare
un volto mai dimenticato
ed una carezza gentile.
salire dal fondo della strada
ti preparerei una sedia
per sederci insieme
e dirci parole ormai
scavalcate dal tempo;
ma mi stupisco non vedendoti
della debolezza del mio cuore
per le lacrime perse,
mentre con lo sguardo seguo
le ombre a dissolversi
in cui spero di trovare
un volto mai dimenticato
ed una carezza gentile.
Vita
persone con pietre pesanti
lapidano
il mio corpo
le lame del mondo
tagliano
cola solo sangue
sanguesanguesanguesangue
rappreso al mio polso
sangue tic-tac-tic-tac-tic-tac
onomatopea della morte
tic-tac-tic-tac-tic-tac-tic-tac-tic-paura
scorrendo via col tempo
provo il
terrore
dell'eternità
forse sopravviveranno
lapidi
lapidano
il mio corpo
le lame del mondo
tagliano
cola solo sangue
sanguesanguesanguesangue
rappreso al mio polso
sangue tic-tac-tic-tac-tic-tac
onomatopea della morte
tic-tac-tic-tac-tic-tac-tic-tac-tic-paura
scorrendo via col tempo
provo il
terrore
dell'eternità
forse sopravviveranno
lapidi
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