è primavera.
si prospetta l'estate calda,
torbido incesto
di noia e torpore.
l'inverno mi abbandona
muto e mite:
speravo in un giorno
di ghiaccio e di gelo
per guarirmi
ma nulla
è più freddo
del mosto rappreso
nella mia botte
di carne
20 marzo 2011
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